Dal 12 al 14 novembre 2026 a Cagliari (Sa Manifattura, viale Regina Margherita 33), tre giornate tra letteratura, intelligenza artificiale, sostenibilità e approfondimenti etico-scientifici.
Ritorna a Cagliari il Festival Bianco e Nero, che dal 12 al 14 novembre 2026 celebra la sua XI edizione negli spazi di Sa Manifattura (Viale Regina Margherita, 33). Il festival si propone come un laboratorio di pensiero diffuso, prendendo le mosse dal capolavoro di Thomas Mann La montagna incantata (Der Zauberberg, 1924) per sviluppare la traccia guida di quest’anno: “Il bisbigliatore del tempo imperfetto”.
La rassegna si struttura come un’indagine corale sulla quarta dimensione, intesa non come semplice misura cronologica e lineare, ma come labirinto di possibilità in cui la lettura intreccia l’arte, la scienza e la sociologia. Il festival pone in dialogo il “tempo lungo” della memoria profonda e della stratificazione storica con la velocità del “tempo breve” che caratterizza l’innovazione tecnologica contemporanea.
Laboratori, intelligenza artificiale e inclusione
L’edizione 2026 punta con decisione sulla promozione della lettura attraverso l’uso delle nuove tecnologie. Verranno avviati percorsi formativi sulle connessioni tra intelligenza artificiale, app dedicate e libri, per stimolare l’interesse dei più giovani attraverso scambi internazionali che coinvolgono scuole e biblioteche partner.
IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL
Giovedì 12 novembre
Apertura dei lavori con una finestra dedicata alle tematiche ecosostenibili. Partecipano Monica D’Ambrosio (Direttrice di Ricicla TV) e Stefania Taccori (Presidente dell’Associazione Ambiente e/è Vita).
Seguiranno le presentazioni di libri e reading rivolte in particolare alle scuole. Si parte con Ilario Carta e il suo L’apoteosi di Pio Pacifico (Arkadia, 2026) – La storia d’esordio e di riscatto di un collezionista sardo tra passione per le figurine e la Caritas. Paola Musa, Il conciaossa (Arkadia, 2026) – Sesto capitolo della serie sui vizi capitali (la gola), ambientato nelle periferie romane. Sempre per Arkadia Massimo Dadea, propone Libera, un’intensa storia d’amore e di lotta politica dal fascismo al ’68, tra Sardegna, Corsica e Parigi. Daniela Dawan,avvocato penalista e consigliere della Suprema Corte di cassazione, firma La colpa di tacere (Morellini, 2026) – Un processo per strage nazifascista che riapre i segreti e le ombre familiari di un magistrato della Cassazione. Il pomeriggio di giovedì 12 novembre, a partire dalle 17.30, il programma spazia dagli sguardi sul futuro alle radici della storia. Si parte dai racconti della fragilità giovanile raccolti da Amani El Nasif nel suo Sei più forte di quanto credi (Piemme, 2026), un percorso che mette in luce come in certi contesti il tempo sembri essersi fermato, per poi proiettarsi al 2100 con Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell’IIT di Genova, che in Inventare il futuro (Mondadori, 2026) traccia le sfide tra intelligenza artificiale, robotica e sostenibilità. A chiudere il blocco pomeridiano è la storica Lisa Roscioni con Virginia de Leyva. La monaca di Monza (Laterza, 2026), una rigorosa ricostruzione processuale che ci costringe a rileggere il passato lontano dalle cariche romanzate.
Venerdì 13 novembre la mattina, dalle 09.00 alle 13.00, è dedicata a memoria, infanzia e longevità. Si incrociano le solitudini crepuscolari di Strappami alla notte di Andrea Deiana (Il Maestrale, 2026), le avventure inclusive di Gatto Verde e Cane Muu scritte da Matteo Lucchetti, Andrea Sanna e Luca Gadoni (Cornacchione Editore, 2025), il ritratto fiero e intimo del Novecento sardo dipinto da Ciriaco Offeddu in Angelina (Bompiani, 2026) e le innovazioni scientifiche su cronobiologia e longevità molecolare presentate da Daniela Nuti Ignatiuk nel saggio Protocollo DNA 22 (Ediuni, 2026). Dalle 17.30 alle 20.00 l’attenzione si sposta su società, antropologia e mass media con l’esplorazione letteraria quotidiana proposta da Stefano Curreli in Spazio letteratura (Giunti, 2026), l’analisi sociologica dell’aggressività contemporanea firmata da Antonio Caprarica in Il bullo (Piemme, 2026) e la riflessione critica sull’architettura e sull’abitare di Franco La Cecla con Compassione. Un’antropologia politica (Castelvecchi, 2025).
Sabato 14 novembre la sessione mattutina, dalle 09.00 alle 13.00, si apre con l’anatomia del sistema dell’arte e le grandi inchieste, arricchita dagli interventi di Casa Falconieri, Mancaspazio, Fondazione Sciola e Archivio Maria Lai. Seguiranno le presentazioni editoriali di Luca Nannipieri con La Guernica di Pablo Picasso (Castelvecchi, 2026), dedicato al potere e alla decadenza dei miti visivi, di Sara Penco con Maria Maddalena nel Giudizio di Michelangelo (Scripta Maneant, 2024), che illustra l’inedita scoperta diagnostico-scientifica all’interno della Cappella Sistina, e di Paolo Di Giannantonio con L’audace furto dei Bronzi di Riace (Scintille Editore, 2026), inchiesta sulle ombre del mercato dell’arte. La serata conclusiva, dalle 18.00 alle 20.00, intreccia musica e tecnologie del futuro con l’autobiografia del pioniere del rock’n’roll Ricky Gianco Non si può smettere di sognare (Baldini e Castoldi, 2026), scritta insieme a Paolo Crespi, e il saggio di Alberto Contu e Gabriele Pao Pei Andreoli Costituzionalismo federale mondiale e tecnologie del potere nell’era quantistica (Ediuni, 2026).
Il tema del festival, il tempo, trasforma le iniziative in un grande spazio di riflessione, la lettura si intreccia con le altre discipline per esplorare il tempo non come una misura lineare, ma come un labirinto aperto di possibilità ed esperienze condivise. Così, l’imperfezione del tempo diventa la chiave per abitare la contemporaneità e continuare a costruire risposte per il futuro.